Doppio stop per la top

Conosco fanciulle che l’hanno fatto sul serio. Ragazze, non sempre giovanissime, che, confidando maggiormente nella saggezza popolare più che in un minimo di buon senso, hanno verificato alla lettera se il proprio seno rientrasse nella misura perfetta richiesta dalla “coppa di champagne”. Dimensione ideale che, secondo la tradizione, risalirebbe addirittura alla sfortunata e spendacciona sovrana francese Maria Antonietta, scomodata inutilmente, suo malgrado, per la seconda volta dopo la più nota (e altrettanto falsa) storia delle brioches. Per fortuna, nel caso di noi maschietti, non esiste una leggenda che racconti di un equivalente contenitore di vetro, che so, un calice o forse meglio un flute, sennò, abituati a gareggiare sin dai tempi delle famose docce negli spogliatoi delle scuole, ne avremmo combinati di disastri. Volgarità e doppi sensi a parte (il blogger è malizioso, si sa), dopo esserci occupati da poco di chirurgia estetica (http://www.tempiguasti.it/?p=1187), ritocchini e ovviamente di sovrabbondanza di décolletés (nel senso di seni sospettosamente extralarge, non di collezioni esorbitanti di scarpe)  ecco che proprio questi giorni è scoppiato un piccolo caso intorno alla curiosa vicenda della top model britannica Jourdan Dunn. La quale, a suo dire, sarebbe stata cancellata all’ultimo minuto dalla sfilata di alta moda di Christian Dior, in programma proprio ieri nel calendario della couture parigina, a causa delle dimensioni, ritenute “eccessive”, del suo seno  (http://www.vogue.co.uk/news/2013/07/02/jourdan-dunn-cancelled-from-dior-couture-show). Ora, premesso che la signorina in questione non è esattamente Serena Grandi (piccola parentesi al riguardo: ne La grande bellezza di Sorrentino la Grandi compare in un cameo interessante…ma non è sembrata anche a voi meno popputa del solito?), che puntuale da anni, durante le settimane della moda, riparte la solita solfa sulle modelle troppo piccole, troppo piatte, troppo magre (che poi sono l’80%), e che una storia del genere potrebbe farci gridare allo scandalo e ovviamente solidarizzare con la povera mannequin scaricata dallo show, l’episodio però, sotto sotto, puzza fin troppo di abile mossa pubblicitaria. Jourdan Dunn è infatti una giovane top model di colore (classe 1990) dalle quotazioni in ascesa, dalle rispettabilissime misure, tutt’altro che giunoniche (83 – 60 – 89 per un 1.78 di altezza, un’acciuga), che da 5 – 6 anni magazine e agenzie ci propinano ostinatamente come la presunta erede di Naomi Campbell. Senza successo. Perché non è bastato farla sfilare, solo l’anno scorso, accanto alla più nota (e più agée) Venere Nera e allo scultoreo David Gandy (c’eravamo già occupati anche di lui, http://www.tempiguasti.it/?p=1021) in occasione delle ultime Olimpiadi di Londra (foto allegata), con un vistoso (e di dubbio gusto) copricapo dorato. Macché: il giorno dopo, la Dunn veniva ricordata, in tutto il mondo, come la sconosciuta con il gallo cedrone in testa. Stavolta allora ci ha riprovato: twittando lei stessa, con un pizzico di ironia (questo almeno le va riconosciuto) il presunto “licenziamento” ad opera della maison Dior: “ahahhahhahah, sono stata cancellata da Dior a causa delle mie tette” ha cinguettato proprio ieri la bella inglesina, “di solito succede perché sono nera”. Zero originalità anche in questo: le medesime accuse di razzismo al dorato mondo della moda le aveva già mosse, più o meno 25 anni fa, la stessa Naomi. Toccherà inventarti qualcos’altro, cara Jourdan, per far partire come si deve questa carriera. Meglio se con un po’ più di vento in poppa.

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