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	<title> &#187; Jam</title>
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		<title>Marmellata per tre</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 18:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Guasti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Provi a metterlo a pancia in giù&#8221; mi suggerisce, con inconfondibile accento sardo, la signora seduta al tavolo accanto in gelateria, mentre assiste sbigottita all&#8217;inconsueto e probabilmente comico spettacolo di me alle prese con il pianto di un bambino di due mesi &#8230; <a href="https://www.tempiguasti.it/?p=810">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tempiguasti.it/wp-content/uploads/2013/04/panna.jpg"><img class="alignnone  wp-image-811" title="panna" src="http://www.tempiguasti.it/wp-content/uploads/2013/04/panna.jpg" alt="" width="587" height="364" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Provi a metterlo a pancia in giù&#8221; mi suggerisce, con inconfondibile accento sardo, la signora seduta al tavolo accanto in gelateria, mentre assiste sbigottita all&#8217;inconsueto e probabilmente comico spettacolo di me alle prese con il pianto di un bambino di due mesi che non ne vuole sapere di placarsi tra le mie braccia. &#8220;Dice così?&#8221; Ha ragione, ha smesso!&#8221; &#8220;Visto? Non si preoccupi, anche mio marito ha imparato col tempo&#8221; &#8220;No, vede, io non&#8230;&#8221; ma prima che possa spiegarle che, per fortuna, madre natura si guarderebbe bene dal regalarmi un esserino di cui non riuscirei a fermare le lacrime per giorni interi, si è già dileguata, lanciandomi un ultimo sorriso più compassionevole che comprensivo. Adesso, per chiarire il perché mi trovassi con una creatura così minuscola a disturbare un caldo (e raro) pomeriggio di sole ad alcuni turisti in relax davanti a coppe stracolme di crema e cioccolato, occorre fare un piccolo passo indietro. Fabiana è la mia amica con cui condivido la mia discutibile passione per la moda, il piacere per la scrittura, oltre a qualche collaborazione per magazine spesso in ritardo nei pagamenti e soprattutto quella dura (e apparentemente infinita) gavetta nel mondo del giornalismo. Dopo anni di inquieto e inevitabile girovagare tra numerose e importanti redazioni del settore, fatto di opportunità meritatissime ma anche di discreti sacrifici, Fabiana, che sa comporre testi con una naturalezza e una piacevolezza invidiabili, decide di dirottare il proprio indubbio talento verso nuovi settori, con lo zampino, o meglio la complicità, dell&#8217;amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché Fabiana incontra Matteo, creatività dirompente tipica dei Pesci, gusto raffinato per le immagini, inclinazione per la tecnologia e soprattutto singolare entusiasmo nel buttarsi in nuovi progetti, lo stesso con cui ho deciso di rinascere anch&#8217;io nella mia prossima vita. Complementari e diversissimi, teneri e in qualche modo buffi quando si punzecchiano e si rimproverano a vicenda, i due decidono di fare coppia fissa, nella vita come nel lavoro, unendo le proprie differenti qualità per dar vita così a un&#8217;agenzia di comunicazione, la Jam Brainstorming Shop (<a href="http://www.jambrainstormingshop.com/">http://www.jambrainstormingshop.com/</a>). Attività che guarda caso contiene già nel nome la parola jam, marmellata, altra loro passione ma anche gradito dono di cui mi omaggiano ogni volta che per lavoro o piacere si fermano a rallegrare la sperduta località toscana in cui vivo da quasi due anni. Com&#8217;è successo anche stavolta: con una piccola differenza però, che i due, da poco, sono diventati anche i genitori di Edoardo, o meglio Edo, splendido, gioviale e pacifico bambino che ha ereditato gli occhioni espressivi della mamma (per tutto il resto assomiglia al papà, ma è bene non stare a ricordaglielo troppo). E che soprattutto, tra i numerosi amici e parenti già transitati in questa casa, è l&#8217;ospite più piccolo, e quindi con cui ho più difficoltà, paura e curiosità a relazionarmi. Ecco perché Fabiana, come appunto l&#8217;altro giorno in gelateria, mi mette continuamente alla prova, lasciandomelo in custodia per alcuni interminabili minuti, anche quando si tratta di salire le scale, mentre lei è intenta a manovrare con consumata disinvoltura il passeggino/transformer. &#8220;Ma se poi mi cade?&#8221; le domando sempre semiterrorizzato io, e dallo sguardo diretto e fiducioso con cui ogni volta mi risponde, capisco che per essere bravi genitori, come loro, forse non conviene porsi troppe domande.</p>
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