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	<title> &#187; Ferilli</title>
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		<title>Assenza mezza bellezza!</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2014 11:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Guasti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da guardare]]></category>
		<category><![CDATA[Ferilli]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar]]></category>
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		<description><![CDATA[Spot 30&#8243; di Poltronesofà con Sabrina Ferilli &#8211; YouTube. Questa, con ogni probabilità, sarà la recensione peggiore che vi capiterà di leggere su di una pellicola meritevole in realtà di pareri ben più illustri ed autorevoli, i quali ovviamente, si &#8230; <a href="https://www.tempiguasti.it/?p=2574">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=AXCq07X8oro">Spot 30&#8243; di Poltronesofà con Sabrina Ferilli &#8211; YouTube</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><object width="584" height="392" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AXCq07X8oro" /><embed width="584" height="392" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/AXCq07X8oro" wmode="transparent" /></object></p>
<p style="text-align: justify;">Questa, con ogni probabilità, sarà la recensione peggiore che vi capiterà di leggere su di una pellicola meritevole in realtà di pareri ben più illustri ed autorevoli, i quali ovviamente, si sono già scomodati al riguardo, non sempre in maniera tenera né unanime a dirla tutta. Ma si sa, i critici, quelli veri, devono per forza (o forse per contratto) sputare un po&#8217; di veleno, pena non essere considerati dei seri professionisti. La differenza (e il vantaggio) nell&#8217;aggiungere qui anche la mia bislacca opinione all&#8217;oceano di reazioni, forse spropositate, che &#8220;La grande bellezza&#8221; di Paolo Sorrentino &#8211; da pochi giorni premio Oscar come miglior film straniero &#8211; ha incredibilmente sollevato, sta nel ribadire, nel caso ce ne fosse bisogno, la natura tutt&#8217;altro che prestigiosa e competente di questo spazio, così come la già declarata frivolezza dell&#8217;autore e la sua colossale (e vergogonosa) ignoranza in materia di cinema. Premesso che non oserei mai addentrarmi nel merito della recente vittoria agli Academy Awards (evidentemente se una giuria di esperti l&#8217;ha decretata, aggiungendolo alla breve lista degli italiani premiati con lo stessi riconoscimento nel tempo, si tratta senza dubbio di un film di qualità, e dovremmo rallegrarcene tutti) l&#8217;avevo già pregustato lo scorso anno al cinema, incuriosito dai commenti contraddittori e dalla critica nettamente divisa in due sul valore stesso dell&#8217;opera di Sorrentino. E ne ero uscito un po&#8217; frastornato: né entusiasta, né disgustato, avevo piuttosto apprezzato l&#8217;inizio energico e roboante, l&#8217;abbagliante minuzia della fotografia, lo sviluppo della storia fin verso la metà, per poi clamorosamente smarrirmi (e a tratti annoiarmi) nella seconda parte. Insomma, l&#8217;avevo liquidato in fretta con un &#8220;Ni. Sì, cioè, forse interessante. Ma non credo di averlo capito del tutto&#8221;. Perché può succedere che una pellicola non ci seduca fino in fondo, o non arrivi a convincerci, ma dovrebbe anche sorgerci il legittimo dubbio che forse non siamo in grado di comprenderla davvero, di coglierne ogni spunto o riferimento, di riconoscerne eventuali citazioni o rimandi. Ma, al solito, è sempre più rapido, comodo, diffuso dar luogo a commenti feroci, come abbiamo visto questi giorni, da esperti improvvisati, che riuscire a fare, talvolta, della sana autocritica. Poi, finalmente, a poca distanza dagli Oscar, la messa in onda de &#8220;La grande bellezza&#8221; in tv, e anche io, che ormai non festeggio più martedì grasso da quando a diciotto anni ammutolii un&#8217;intera discoteca, travestito da ballerina di charleston, come milioni di italiani decido di rimanere a casa per riguardarlo con maggiore e necessario scrupolo.</p>
<p style="text-align: justify;">E qui la prima sorpresa. Perché non lo ricordavo. O meglio, avevo rimosso tutta la lungaggine della vicenda finale, quella della &#8220;Santa&#8221; e delle presenze inquietanti che le ruotano attorno, compresi i fenicotteri, di cui ancora mi sfugge il profondo significato (nel caso ce ne sia uno!). Ed il motivo era che mentre il film continuava a scorrere, io mi ero fermato a rimuginare sull&#8217;improvvisa, frettolosa e in parte ingiustificata scomparsa del personaggio più accattivante, struggente, vero, dell&#8217;intera storia, quello della spogliarellista Ramona/Sabrina Ferilli. Che in mezzo alla ripugnante antipatia <em>radical chic</em> degli altri ruoli e al restante contorno di squallore mondano, aveva finalmente introdotto una nota di calda umanità, velata di una malinconia fragile e decadente, con cui risultava impossibile non simpatizzare all&#8217;istante. Considerato poi che non si tratta in questo caso della Ferilli popolana ma gioiosa vista in tanti spot (video allegato) o quella in versione sexy e un tantinello <em>trash</em> del famoso <em>strip</em> per lo scudetto della Roma e dei fortunati calendari, ma di una raffinata quanto toccante prova da attrice di sorprendente talento. Ho perfino pensato che l&#8217;inspiegabile morte di Ramona/Sabrina nella trama, che piomba sugli spettatori senza un chiarimento sul suo tragico destino, inserendo magari un fotogramma con una stanza di ospedale o una lapide, che so, anche con una sola lacrima versata da chicchessia, fosse in realtà dovuta a una lite burrascosa con il regista durante la lavorazione del film, che è arrivato così a farla fuori all&#8217;improvviso. Ipotesi che sono tornato a prendere in considerazione vista la sua discutibile assenza, lamentata su tanta stampa dalla stessa Ferilli, alla citata notte degli Oscar (<a href="http://qn.quotidiano.net/spettacoli/cinema/2014/03/03/1033994-oscar-grande-bellezza-ferilli.shtml">http://qn.quotidiano.net/spettacoli/cinema/2014/03/03/1033994-oscar-grande-bellezza-ferilli.shtml</a>). Perché io, Sabrina, alla cerimonia di consegna dell&#8217;ambita statuetta, l&#8217;avrei senz&#8217;altro portata. Primo, per dimostrare agli americani che oltre Sofia Loren (chiamata infatti quindici anni fa per la premiazione di Roberto Benigni) forse qualche altra valida maggiorata nel cinema ce l&#8217;abbiamo ancora. Ma soprattutto perché se &#8220;La grande bellezza&#8221; di cui si parla è chiaramente e volutamente assente in tutto il film di Sorrentino, alla Ferilli va riconosciuto il merito di incarnarne quel poco che c&#8217;è e per cui varrebbe la pena guardarlo.</p>
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