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	<title> &#187; città</title>
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		<title>Non è stagione</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jun 2013 21:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Guasti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mina &#8211; E la chiamano estate &#8211; YouTube. Lo ammetto, non aspetto altro tutto l&#8217;anno. Che le giornate finalmente si allunghino a dismisura, regalando al mio umore ballerino il beneficio di una luce solare estesa fino all&#8217;ora di cena, che la &#8230; <a href="https://www.tempiguasti.it/?p=1173">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nemZB0o10xo">Mina &#8211; E la chiamano estate &#8211; YouTube</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><object width="599" height="364" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nemZB0o10xo" /><embed width="599" height="364" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/nemZB0o10xo" wmode="transparent" /></object></p>
<p style="text-align: justify;">Lo ammetto, non aspetto altro tutto l&#8217;anno. Che le giornate finalmente si allunghino a dismisura, regalando al mio umore ballerino il beneficio di una luce solare estesa fino all&#8217;ora di cena, che la temperatura si alzi, così che possa liberare i miei piedi orrendi dalla costrizione di calzettoni e scarpe chiuse, che si faccia più concreta l&#8217;ipotesi di una vera vacanza, di quelle condite con tanto relax e soprattutto con tanto mare (perché da Giugno a Settembre non prendo in considerazione ipotesi alternative) ora che a dire il vero non ricordo neanche più l&#8217;ultima degna di tale nome che mi sono concesso in questa vita. Perché l&#8217;arrivo della bella stagione, per il blogger astrologicamente nato sotto la piena influenza del sole (segno zodiacale Leone, ma credo s&#8217;intuisca dal mio ego strabordante anche sul web) e cresciuto in una splendida meta di vacanza affacciata sul Tirreno, malinconicamente deserta d&#8217;inverno e troppo affollata in Agosto, risveglia d&#8217;improvviso milioni di piacevoli ricordi legati al periodo e carica di altrettante aspettative i mesi venturi. E&#8217; sufficiente l&#8217;odore di una crema solare (buono come quello del Coppertone, con Jodie Foster bambina denudata dal cagnolino, però non ne ho più sentiti) o la freschezza di una brezza serale, come solo certi tramonti di Giugno sanno offrire, ed ecco che la mia mente ripesca da chissà dove le immagini della mia infanzia a scorazzare sulla sabbia, o inchiodato da ore su uno scoglio, all&#8217;epoca giudicato altissimo, con mio padre che aspetta inutilmente nell&#8217;acqua qualcosa che assomigli a un tuffo (mai stato un esempio di coraggio), della mia adolescenza trascorsa troppo in fretta sui motorini altrui, a tirar tardi con gli amici in piccole cale poco conosciute o difficilmente raggiungibili, tra l&#8217;ingombro di chitarre e zaini carichi di materassini e palloni. Per non parlare delle sere, meglio se all&#8217;aperto, a ballare incessantemente &#8211; perché adoro farlo, chi mi conosce sa quanto sia specializzato nell&#8217;aprire ovunque le danze o chiudere ad esempio i matrimoni a cui sono invitato con un tango con la mamma o la nonna della sposa &#8211; fino a che rimango solo in pista, sotto lo sguardo implorante del dee-jay che sembra chiedermi &#8220;bello, s&#8217;è fatto tardi, ma andarsene a casa?&#8221;. Poi però scatta il fatidico 21 Giugno, e com&#8217;è diventata ormai terribile consuetudine, gli impegni dell&#8217;età adulta e quei tre lavoretti che svolgo per mettere insieme uno stipendio mensile decente, m&#8217;inchiodano il primo week-end estivo in una città che ogni giorno detiene il record della più alta temperatura nazionale, che il venerdì alle 5 si svuota di facce italiche e si riempie di inchini giapponesi e infradito americane e che ti costringe a ricambiare le occhiate degli unici sfortunati rimasti con un&#8217;espressione di complicità che equivale a &#8220;mbeh, ce tocca!&#8221;. Anche il mio amore, professionalmente in possesso di qualche giorno di ferie in più di me, é partito per godersi un po&#8217; di mare, pagando così lo scotto delle mie centinaia di telefonate e sms inutili del tipo &#8220;Che fai? Dove sei? Mi pensi?&#8221;, a cui temo finisca per rispondere prima o poi con un sonoro vaffa, mentre quei pochi premurosi amici ancora al lavoro si palleggiano la mia solitaria presenza e il mio muso lungo che non riescono a nascondere la voglia di essere altrove. Per farmi del male fino in fondo ho anche fatto l&#8217;errore di autoflagellarmi guardando su Facebook le foto dei miei contatti in costume, già abbronzati e naturalmente sorridenti sotto l&#8217;ombrellone, scegliendo come sottofondo il testo poco spensierato, per non dire struggente, della canzone che vi allego. Sgrunt. Ma sarà una bellissima estate. Tra poco. Ne sono convinto.</p>
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