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	<title> &#187; Bourdin</title>
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		<title>A message for Guy</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 11:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Guasti</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C&#8217;è una scena piuttosto esilarante nel film <em>Valentino: The Last Emperor </em>(2008) di Matt Tyrnauer, documentario che tra spasso e commozione racconta gli ultimi anni di attività del <em>couturier</em> italiano prima del suo definitivo addio al mondo delle passerelle. Esattamente quando, alla vigilia della sua sfilata di alta moda a Parigi, Valentino perde le staffe, con il socio storico Giancarlo Giammetti prima e con un <em>hair stylist</em> dopo, per la scelta dell&#8217;acconciatura delle modelle ispirata agli scatti di Guy Bourdin. &#8220;Volevo una donna di classe, raffinata, con lo chignon&#8221; esclama infuriato &#8220;e mi ritrovo Guy Bourdin: una pazza!&#8221;. Aneddoto che la dice lunga su quanto l&#8217;immaginario del fotografo di moda francese, scomparso nel 1991 all&#8217;età di 62 anni, a distanza di tempo sia ancora considerato di una potenza espressiva  e di un&#8217;audacia fuori dal comune: in altre parole, semplicemente scandaloso. Non potrebbe essere altrimenti per Bourdin, nato nel 1928 a Parigi e cresciuto in pieno clima postbellico, sotto l&#8217;egida professionale di Man Ray e a diretto contatto col gusto dissacrante del surrealismo di René Magritte e Balthus; collaboratore per <em>Vogue France </em>già dal 1955, nella sua carriera ha realizzato innumerevoli servizi e campagne fotografiche per le più note riviste patinate e case di moda (Versace, Ferrè, Ungaro, Lancetti), tutte accomunate dalla medesima vocazione per l&#8217;ambiguità estetica, l&#8217;humour spiazzante, il rigore scenico e soprattutto per un erotismo di tono provocatoriamente giocoso. Adesso è una mostra, <em>A message for you</em>, inaugurata lo scorso 10 Gennaio durante l&#8217;ultima edizione di Pitti Uomo e visibile negli spazi del MNAF (Museo Nazionale Alinari della Fotografia) di Firenze fino al 10 Marzo, (<a href="http://www.mnaf.it/mostre.php">http://www.mnaf.it/mostre.php</a>) a indagare l&#8217;attività matura del maestro, attraverso una selezione di 75 intriganti immagini, risalenti agli anni &#8217;70, spesso frutto della collaborazione con Nicolle Meyer, allora sua musa e modella, oggi collaboratrice di questo progetto, insieme a Shelly Verthime, curatrice dell&#8217;esposizione stessa. Un&#8217;occasione che si rivela un singolare viaggio nell&#8217;universo visionario di Bourdin, tra il fascino di soluzioni contraddittorie e  anticonvenzionali, tutte di innegabile e sorprendente modernità: come dimostra la costante sensazione di <em>déjà vù</em> che ti coglie, quando, di fronte ai suoi lavori, comprendi l&#8217;influenza che ancora oggi il suo occhio possiede sull&#8217;opera di fotografi e registi contemporanei come Miles Aldirdge (<a href="http://www.milesaldridge.com/">http://www.milesaldridge.com/</a>) o Jean Baptiste Mondino (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Im__7RuDezM">Madonna &#8211; Hollywood (Official Music Video) &#8211; YouTube</a>). Un innovatore, da riscoprire.</p>
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